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Antichi Umbri |
Foto: Corinna Angelucci e C.R. Petrini a cura di: Corinna Angelucci |
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Trevi |
particolare "rocce augurali" del Monte Foce - Gubbio |
Trevi |
| Gli Umbri
"Il popolo più antico e poco conosciuto che si insediò nell'Italia centrale fu quello degli Umbri. Secondo Strabone, storico e geografo-Rerum Geograficarum (63a.C.-20d.C. ) essi erano di origine indoeuropea e parlavano la lingua Osco-sabellica. Si insediarono intorno al XX secolo a.C. nella pianura Padana, lungo i corsi del fiume Tevere e del Nera e sui versanti dei monti Appennini dall'Adriatico al Tirreno. Intorno al X secolo a.C. parte dei loro territori furono occupati dagli Etruschi e dai Piceni che li costrinsero a ritirarsi in un'area geografica più ristretta tra il Tevere e il Nera, che prese il nome di Umbria. Questo popolo si dedicò principalmente all'agricoltura, alla pastorizia e al commercio....." "Ebbero anche uno sviluppo economico che portò da un sistema di vita aggregativa raccolta in villaggi formai da capanne (periodo protourbano), collocati nelle colline degli Appennini, ad una forma di vita urbana costituita da città fortificate (Totae) impiantate in aree fertili ed importanti per il commercio...." il testo è tratto dal libro: "Antiche vie tra Umbria e Marche" di Federico Uncini "Plinio il vecchio nel I secolo d.C. afferma, riferendosi agli Umbri "protostorici", che questa stirpe era la più antica d'Italia e tale affermazione è suffragata anche, per quel che riguarda il periodo pre-protostorico, dai numerosissimi rinvenimenti (conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Perugia e nel Museo Claudio Faina di Orvieto), qualificati fra i più antichi reperti litici d'Italia, risalenti al Paleolitico inferiore." testo tratto da: "Archeologia e arte in Umbria e nei suoi musei"- catalogo regionale dei beni cultuali dell'Umbria- L'Umbria nell'antichità: profilo storico-archeologico di F. Coarelli e S.Sisani
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Trevi pagus umbro "Il pagus, presso i popoli italici in genere, ci si presenta come l'unità territoriale di un aggruppamento etnico tesa al soddisfacimento delle necessità collettive e alla salvaguardia dei diritti del singolo. Nel nostro caso dobbiamo far riferimento ad una comunità rurale che viveva essenzialmente di pastorizia, di caccia, di primordiale agricoltura, logicamente in continua evoluzione; un'altra attività da non dimenticare era quella delle armi. Gli Umbri ebbero fama di soldati, forti, coraggiosi e fedeli. Tacito riferisce che i pretoriani (guardia ufficiale degli imperatori) venivano scelti tra gli Umbri. ...." "...Livio usa il termine di tribù per indicare il pagus umbro..." DA ETIMOLOGIA: PAGANO "Pagus= proviene da Pagano (latino) Paganus, abitatore di un pagus o villaggio. Sopravvenuto il cristianesimo si chiamarono pagani gli idolatri, perchè appunto gli abitatori dei villaggi furono i più restii alle nuove credenze, e gli ultimi ad abbandonare il culto dei "falsi" Dei, ovvero perchè divenuti cristiani gli imperatori e chiusi per ordine loro i templi degli idoli, molti individui ancora attaccati alla religione degli avi si ritirarono nei villaggi ivi offrire i loro sacrifizi clandestini agli antichi Dei." "In epoca protostorica era infatti costume degli Umbri costruire sui monti cinte fortificate più o meno rudimentali, alle quali è stato dato il nome di CASTELLIERI (Vi-V secolo a.C.). Nel nostro territorio, sulla vetta del Monte Serano, gli archeologi prof. Angelo Finetti e prof. Francesco di Gennaro rilevarono appunto un castelliere"......"Ritengono i nominati archeologi che il castelliere del Monte Serano possa risalire alla tarda età del bronzo." il testo è tratto dal libro: "TREVI ANTICA-dal neolitico al 1214" di Carlo Zenobi
Antiquarium del Complesso Museale di San Francesco a Trevi
vai a: www.protrevi.com/protrevi/epigr01.asp#5)
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Gli Umbri "Ci parla degli antichi Umbri Plinio il Vecchio (Plinius Secundus, detto il Vecchio per distinguerlo dal nepote dello stesso nome - 23d.C/79d.C.- scrittore latino, fra le sue opere v'è la grande enciclopedia in 37 libri fondamentale per la conoscenza dell'antichità. nel libro III-XIX,14 che parla degli antichi Umbri, e tra questi pone i Trebiates) e li definisce "gens antiquissima Italiae", gente antichissima dell'Italia. Ci dice anche che si chiamavano Umbri da ombricoi, cioè bagnaati, perchè sopravvissuti ad una specie di diluvio universale: quod Ombrios putent dictos quod inundationem terrarum imbriobus superfissent"...." "....I nomi umbri di Trebia (come quelli di Nuceria, Ocriculum ecc.) indicano l'area di estensione delle tribù degli aborigeni pre-indoeuropei di civiltà subappenninica disces dai monti in pianura..." il testo è tratto dal libro: "TREVI ANTICA-dal neolitico al 1214" di Carlo Zenobi "Bronzetti votivi" "Elemento tipico della religiosità dell'Umbria antica sono i santuari d'altura. Si tratta in genere di semplici luoghi di culto, privi in origine di qualunque struttura architettonica, dove si celebravano sacrifici e venivano deposte le offerte votive; è questo il caso ad esempio d Monte Acuto di Umbertide, del Colle San Rufino di assisi e del monte Ansciano di Gubbio. Solo in una fase più avanzata questi luoghi ricevono una sistemazione monumentale, come avviene a Monte Torremaggiore di Cesi, presso Terni, dove in un'area frequentata per scopi cultuali fin dal VI secolo a.C. vengono edificati, tra il III e II secolo a.C., ben due edifici templari." bronzetti votivi Museo Archeologico di Todi "I bronzetti, eseguiti in maniera più o meno schematica e raffiguranti vari soggetti (divinità, devoti, animali o anche parti del corpo umano), costituivano le tipiche offerte dedicate nei santuari umbri di epoca pre-romana a partire dalla fine del VI secolo a.C.. Fra le offerte erano comunissime le raffigurazione di guerrieri in forma di piccole statuine di bronzo, tipica espressione dell'arte italica e umbra in particolare. Esse possono considerarsi la versione "povera" e corrente di doni eccezionali come il Marte di Todi. Con il IV secolo a.C. , il repertorio degli ex voto bronzei adatta a temi più generici e privilegia la raffigurazione di devoti, sia maschili che femminili: tipici sono quelli con corona radiata, databili tra il III e II secolo a.C. (S.S.)" testo e fotografia bronzetti tratti da: "Archeologia e arte in Umbria e nei suoi musei"- catalogo regionale dei beni cultuali dell'Umbria- Museo Archeologico di Todi
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