RELIGIONE...

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Le foto sono tratte dal testo "Le fonti del Clitunno" di G. Guerrini

a cura di: Corinna Angelucci

particolare tempio del dio Clitunno

 

Curiosità sul dio Clitunno

 

 

particolare tempio del dio Clitunno

particolare sipario D. Bruschi

presunta testa del dio Clitunno

"Il dio Clitunno era celebre per i suoi oracoli e in suo onore si celebravano al tempio delle Fonti le feste Clitunnali che erano conosciute persino a Roma. Ne era assiduo frequentatore anche l'imperatore Caligola come ci testimonia un'iscrizione lapidea. Sebbene sia mutila, questa iscrizione pure ci fornisce molte indicazioni: ci dice che Lucio Minucio Sabino era il sacerdote del dio Clitunno; che il giorno di festa era il primo Maggio e avevano luogo le corse di barche.Ci dice ancora che Lucio Mincio offriva un pasto ai suoi colleghi sacerdoti. Ciò accadeva sotto il consolato di Settimio Severo e Marco Aurelio, cioè nell'anno 202 d.C...."

"...felice parallelo tra gli aspetti naturali della località e la profonda significazione spirituale del giovane italico dio che li impersonava, è esposto da Plinio il giovane con una mirabile evidenza."

"...La piccola testa del VII-VI secolo a.C.,  rinvenuta in situ e passata poi al Museo Archeologico di  Spoleto, se non proprio dell'idolo principale, potrebbe attribuirsi ad una replica. La testa umana del dio Clitumnus è di terracotta impura, granulosa, con elementi silicei, rossiccia, ben cotta, scabra ed irregolare in superficie, ricoperta oltreché per ragioni rituali, forse anche per attenuare e livellare le irregolarità plastiche, da una ingabbiatura eseguita mediante ocra bianca disposta in due successivi strati, e resa lucida, quasi oleosa, lisciandola a stecca. L'aspetto generale della testa, alta 17,5 cm, è giovanile, anzi di fanciullo; essa è improntata ad una strana e schietta vivacità, che si potrebbe dire sarcastica, e che è appunto una manifestazione della puerizia esuberante d'intelligenza. Tale espressione di vita e di malizia scaturisce da un visino angoloso e somaticamente disforme, associato ad un cranio glabro, tondeggiante, piantato su un collo robusto e cilindrico, privo affatto di particolari anatomici, con due grandi orecchie superficiali, sommarie, e con collocazione approssimativa. La divinità di cui si discute, secondo l'esplicita affermazione di Plinio, era anche di natura divinatoria, cioè dava i responsi per appagare le ansie ed alimentare le speranze dei postulanti. Non sappiamo in qual modo il simulacro-oracolo emanasse i presagi;  ma è verosimile che i responsi venissero scritti dai sacerdoti su tavolette affidate poi alla corrente del fiume che dal tempio, presso la sorgente, le portava ai fedeli. L'espressione della bocca del dio semiaperta sta a dimostrare visibilmente che era proprio Clitunno in persona a pronunziare le profezie..."

Il testo è tratto da "Le fonti del Clitunno" di G. Guerrini

veduta delle fonti del Clitunno

"Un fiume tutto da raccontare"

particolare sipario D. Bruschi