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I Longobardi

Foto: Corinna Angelucci

a cura di: Corinna Angelucci

necropoli Longobarda - Pietrarossa di Trevi

 

necropoli Longobarda - Pietrarossa di Trevi

 

I Longobardi - Trevi

"Nella primavera dell'anno 568 una schiera di guerrieri -che recava con sé donne, vecchi e bambini ed una interminabile teoria di carri carichi di attrezzature belliche e di suppellettili- lasciata la Pannonia, attraversò le Alpi direttamente alla conquista dell'Italia. La schiera dei Longobardi era ingrossata da guerrieri Gepiti, Bulgari, Svevi, Bavari, Sassoni ed anche Goti. In tutto circa 250.000 persone...."

il testo è tratto dal libro:

"TREVI ANTICA-dal neolitico al 1214" di Carlo Zenobi

"....Hanno occupato quei luoghi dove prima abitava una gran moltitudine di persone. Fu l'invasione accompagnata "dalle più acerbe calamità che si fossero mai per l'addietro provate in Italia, percioché i Longobardi lontani da ogni Humanità feroci inesorabili, e bramosi non men di sangue che di prede, ovunque arrivavano facendo lagrimabile strage de popoli per saziare l'innata ferocia, e ritrovati vacanti, e senza possessore le sostanze, che come bisognosi avidamente, e come barbari senza legge o moderazione invadevano. Atroci di costumi, e il resto Ariani, non perdonando a cosa alcuna di profano o di sacro. Corrispondeva alla ferocità degli animi l'aspetto stesso, e la cultura dei volti poiché, radendo la metà della testa verso le spalle, dalla parte interiore lasciavano intatta l'orrida chioma a segno di poter con quella ricoprir tutta la faccia, se non che, dividendola nella sommità della fronte, si contentavano di lasciar la faccia stessa ingombrata da lunga barba e incolta, rendendosi per tal forma così spaventevoli di volto, ch'è fama costante, che dalla sola vista restassero gl'huomini comunemente atterriti...."

di Bernardino dei Conti di Campello, Historie di Spoleto, 1672

 

 

per ulteriori informazioni : www.protrevi.com/protrevi/Stampa.asp

 

"Signora longobarda"esposta nell'Antiquarium di Trevi

 

 

 

 

L’Umbria: un’area di transizione

"L’Umbria che conosciamo oggi è un’acquisizione recente (l’Unità d’Italia 1860).
L’inesistenza di confini naturali ben definiti costituisce un valido fattore di spiegazione per l’assetto amministrativo dell’Umbria, complesso e mutevole nel corso dei secoli. L’instabilità dei limiti di questa regione, antica più di 2500 anni, oltre che alla frammentazione del territorio dal punto di vista della conformazione, si lega anche alle innumerevoli vicende storico-politiche che movimentarono la vita delle sue città, dominatrici di ambiti più o meno vasti, nei quali ancor oggi vengono a identificarsi diverse entità subregionali.
Va premesso che ci si trova in presenza di una regione di transizione: passaggio obbligato tra l’Italia centro-settentrionale e Roma, l’Umbria sconfina, presentando evidenti similarità in diversi elementi costitutivi dei suoi paesaggi con le aree contermini della Toscana, delle Marche e del Lazio, di cui lembi più o meno estesi ne fecero parte in passato. E’, poi, luogo comune l’antico e conflittuale dualismo instauratosi, fin dal tempo etrusco, tra la parte occidentale e quella orientale, abitata dagli umbri, divise dal fiume Tevere.
E’ una situazione che conferma come ci si trovi pur sempre di fronte ad una realtà territoriale avente per connotato fondamentale l’eterogeneità, ricollegabile agli effetti di un plurisecolare intervento umano e alla varietà dell’ambiente naturale: qui, cioè, le interrelazioni tra fattori fisici e umani sono numerose e ben espresse in un paesaggio altamente umanizzato e ricco di stratificazioni storiche.
"

CRONOLOGIA STORICA


"- 404 Bisanzio diviene capitale d’Oriente, Ravenna dell’Impero d’Occidente;
- 476 Cade l’Impero Romano d’Occidente;
- 480 I Goti penetrano in Italia;
- 493 Teodorico (ostrogoto) invade Spoleto;

Tentativo Bizantino di estendere l’impero ai territori di Narni, Spoleto e Perugia;

Vitige (bizantino), difende il “corridoio” che da Roma va all’Adriatico (Orte, Narni, Perugia, Gubbio);

- 529 Benedetto da Norcia fonda il monachesimo occidentale;
- 545 Totila (Goti) distrugge e conquista Spoleto, assoggetta Assisi, Perugia e Terni;
- 548 Totila assedia Perugia;
- 552 Narsete bizantino, sconfigge Totila a Gualdo Tadino;

Gubbio viene distrutta da Totila e ricostruita da Narsete;

- 553 Orvieto viene riconquistata ai bizantini per un breve periodo;
- 554 Riorganizzazione bizantina;

Strada Amerina: Roma, Nepi, Faleri, Amelia, Todi, Bettona, corridoio bizantino;

Distruzione di Terni da parte di Narsete;


 568 I Longobardi in Italia occupano tutta l’Umbria ed eleggono Spoleto a capo del Ducato;

-571 Faroaldo fonda il “Ducato di Spoleto”, ingrandito da Autari fino a minacciare Roma (vicino a Pentapoli Marittima e il Ducato di Benevento) ;

I Bizantini reagiscono impedendo questo espansionismo verso Roma e la Toscana;

- 592 Perugia viene occupata dai Longobardi, poi riconquistata ai Bizantini;
- 594 Agilulfo, longobardo, riprende Perugia per poi tornare ai Bizantini;
- 598 Viene sottoscritta “la Pace” che ratifica l’Umbria divisa in due parti:
Bizantini e Ducato Longobardo;
- 680 Pace tra Bisanzio e Longobardi.
......."

Tratto dal sito web:WIKIPEDIA.ORG

DA SEGNALARE:

nuova apertura del  MUSEO NAZIONALE DEL DUCATO DI SPOLETO

 

I Longobardi - Trevi

"Comandava l'esercito invasore Alboino, sposo in seconde nozze di Rosmunda figlia del re Cunimondo che Alboino aveva fatto assassinare e del di lui cranio aveva fatto fare una coppa che usava nei banchetti. Un giorno volle che Rosmunda bevesse dal cranio del padre, e Rosmunda non tardò a fare assassinare lo sposo (anno 573). I duchi  compagni del re e capi di quelle orde, vennero conquistando l'Italia con saccheggi e stragi, facendo schiavi gli abitanti per rilasciarli solo a prezzo di riscatto. Si insediarono nei luoghi conquistati  erigendoli a ducati che assursero a maggiore o minore potenza secondo la loro consistenza e saggezza di  governo. Due di questi ducati raggiunsero particolare importanza e finirono per assorbire gli altri: il Ducato di Benevento posto sul confine meridionale del regno; e quello di Spoleto collocato tra i territori imperiali di Ravenna e di Roma. Si ritiene che il  Ducato di Spoleto abbia avuto inizio nel 568 . La strategica posizione di Spoleto, la cui preziosità non sfuggì all'invasore, valse a frenare la furia distruttrice, e salvò la città. Simil fortuna non ebbe TREVI che sembra sia stata distrutta dai Longobardi al loro passaggio per Spoleto. La condizione dei vinti fu tremenda, perché tutto doveva cedere davanti alla forza dei dominatori, la cui legge fu, per molto tempo, l'arbitrio; e molto bisognò attendere prima che il barbaro potesse risentire della civiltà del popolo conquistato e dell'influsso del cristianesimo."

" Dal punto di vista dell'ordinamento politico-amministrativo i Longobardi dovettero di necessità adattarsi al quadro della precedente amministrazione romana. Il municipio prese il nome di gastaldato, a capo del quale era un gastaldo. Trevi divenne  dunque un gastaldato."

"In una atto rogato nel 1141 viene nominata la curte di Trevi. A proposito di queste curtes, dalla "Genesi fisionomia e ordinamento territoriale del Ducato di Spoleto" di Pier Maria Conti: entro i gastaldati, senza per altro costruirne regolare e sistematica divisione, ma soltanto là dove, appunto particolari condizioni ambientali ne favorivano la formazione, sorsero "le curtes" commesse agli "actionarii" ad "actores..."- Il FABBRI in ANTICHITA' UMBRE, fa derivare il nome longobardo curtis - curtem da cohors e indicherebbe una unità economica circondata da mura."

"Nel 752 papa Stefano II, nobile romano, temendo con ragione, l'invasione di Roma da parte dei Longobardi, stabilì di recarsi in Francia per chiedere aiuto al re Pipino (trattato di Kierzy). Pipino fu consacrato dal papa Re dei Franchi e Patrizio dei Romani Difensore della Chiesa di Roma e dei suoi diritti. Pipino s'impegnò a venire in Italia, far guerra ad Astolfo e a consegnare al papa l'Esarcato, la Pentopoli  e lasciargli intatto il Ducato Romano. Pipino scese in Italia , vinse Astolfo. Carlo Magno Re dei Franchi, a seguito delle sue larghe conquiste, nel 774 aggiunse alla sua corona il titolo del Re dei Longobardi..."

il testo è tratto dal libro:

"TREVI ANTICA-dal neolitico al 1214" di Carlo Zenobi