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Ma
che significa veramente disegnare un film? |
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Innanzi tutto significa
interpretare la storia, darle un’ anima e visualizzarla, darle uno
stile, un’ impronta che provochi e stimoli i sensi, attraverso un
disegno che in seguito si svilupperà in scenografie costruite o luoghi
esistenti manipolati
per il film. La maggior parte delle persone
confondono lo Sceneggiatore con lo Scenografo, in effetti non suona molto
differente, solo che lo Sceneggiatore scrive le scene, mentre lo Scenografo le disegna. In America il concetto e'
ancora piu' confuso perche' prima lo Scenografo si chiamava "Art
Director" quello che dirige l'arte, poi alcuni anni fa' qualcuno invento' il titolo di Production Designer. Ma che significa
questo ? Disegna la produzione? Un termine molto vag, significa che il
production Designer e' responsabile del look del film, infatti collabora
prima con il Regista poi con il Direttore della Fotografia, il Costumista,
l'Arredatore e tutti quelli che in qualche modo si occupano di una parte
visiva del film. Fu un Art Director che
invento'il nome di "Production Designer" perché sembrava piu'
importante. Se si fosse reso conto di quanta confusione avrebbe creato
forse non lo avrebbe fatto! Quando si danno gli Oscar la categoria e'
ancora "ART DIRECTOR CATEGORY" non Production Designer Category,
quindi non solo nessuno sa che fa un Art Director, immaginiamo un
Production Designer. Per completare la confusione in America esiste anche
il "Set Designer", che non e' altro che l'assistente dell’ Art Director, colui
che riporta i bozzetti dello Scenografo (Production Designer) in scala per
la costruzione delle scene. Lo scenografo e' responsabile
della creazione, la stilizzazione, il disegno e la costruzione delle
scene. La realizzazione delle
scenografie e' direttamente proporzionale al budget disponibile, se questo
e' basso si cerca di usare il piu'
possibile luoghi esistent,i magari apportando dei cambiamenti per
facilitare le riprese o per ottenere un risultato migliore o differente da
quello già esistente; se invece il budget e' alto allora spesso si disegnano e poi
si costruiscono scene molto piu' giuste per la storia sia dal punto di
vista creativo che dal punto di vista logistico. Nell’” AVVOCATO DEL
DIAVOLO” in cui i due protagonisti parlavano
sul bordo del tetto di un grattacielo alto ottanta piani, il regista
Taylor Hakford non volle i fili di sicurezza per gli attori per creare
piu' sconforto nel'animo del personaggio di Keannu e degli spettatori. Normalmente scene come queste
si fanno in Teatri di Posa o Studi con il terrazzo ricostruito ed uno
schermo verde dietro (Green Screen) dove viene inserito il fondo di New
York tramite computer in post produzione. Nel film "OLD
GRINGO" serviva una Hasienda semi distrutta, che
durante il film veniva demolita ancora di più. La fortuna fu dalla nostra
parte, trovammo una Hasienda gia' semi distrutta dalla stessa rivoluzione
del 1914 e aggiungendo dei pezzi, che
in seguito potemmo distruggere per delle scene, risolvemmo il problema
senza ricostruire tutto. Alcune scene del film che si
svolgevano all’interno della Hasienda particolarmente delicate ed intime
' ci obbligarono a ricostruirle nello studio. La percentuale del film girato
in un luogo, si traduce spesso in valore monetario: a volte in un
determinato luogo c'é cosi tanto da girare che la sua costruzione viene
giustificata, perché
costruendola in un luogo controllato come lo studio, si risparmia tempo,
facilita il lavoro degli attori percio' si risparmia denaro. Nel film "UN POLIZIOTTO
ALLE ELEMENTARI" furono necessari tanti bambini dai 4 ai 6 anni e
dato che la legge Americana non permette ai bambini di lavorare piu' di un
determinato numero di ore al giorno e di non essere troppo lontani da casa
e dalla loro scuola, il produttore/regista Ivan Raitman mi chiese di
costruire un’ intera scuola nello studio e di trovarne una reale. La trovammo in Oregon, e la usammo solo per gli
esterni.Organizzammo con dei container delle scuole provvisorie fuori gli
studi affinché' i bambini non perdessero ore di lezione, e se non
bastasse, il regista ebbe la brillante idea di scegliere solo gemelli; questo
gli permetteva di continuare a girare le scene con il gemello,
guadagnando cosi il doppio del tempo. Tutto questo non si vede in un
film ma esiste ed e' molto comune. Descriverò brevemente il percorso dello scenografo dall’ inizio alla
fine del suo coinvolgimento in un film: il regista ha un progetto, e una
delle prime cose che fa (a parte decidere gli attori) e' di contattare uno
scenografo che lo aiuti a visualizzare il film. Mentre lo Scenografo crea
bozzetti si manda una persona a trovare luoghi gia' esistenti che
serviranno per la storia. La scelta dei luoghi è dettata o dalla
preferenza del regista di filmare in luoghi gia' esistenti (come avvenne
in Italia nel dopo guerra), o dalla la preferenza delle Star (se potenti)
di rimanere nella citta' dove vivono per motivi spesso sconosciuti. Se
la decisione è di rimanere nella citta' desiderata,allora si dovrà'
costruire tutto: ad esempio se il film si svolgesse in Italia e gli attori
o il regista vogliono
rimanere a Hollywood allora eccetto alcune scene critiche dove serve il
vero luogo, tutto il resto si ricostruisce, con l'aiuto del CGI (Computer
Genereted Images) immagini create dal computer, si
aggiungono cose altrimenti difficili da ricreare. Una volta deciso tutto cio' lo
Scenografo passa i bozzetti ai disegnatori o "Draftmans" o
"Set Designer" per la trasformazione da bozzetti a disegni
esecutivi in scala, che sotto la supervisione tecnica/finanziaria dell’
Art Director (assistente scenografo) vengono poi passati al capo
costruzione per l'esecuzione. Contemporaneamente questi
bozzetti vengono dati anche all'Arredatore e "Props Master" (Robista)
per la realizzazione dell’arredamento e il conseguente acquisto di
oggetti d’arredo,, naturalmente sotto la stretta supervisione dello
scenografo. Lo Scenografo e' non solo il
responsabile del Look del film, ma anche del costo di tutto il reparto
d'arte. La collaborazione dello
Scenografo con l'Arredatore e il Prop Master e' una cosa automatica
perche' questi due reparti fanno parte del cosiddetto "Art Department"
(Reparto d'Arte). Per quanto riguarda la
collaborazione con il costumista, questa si distacca dalla formula
adottata fino ad ora. Il costumista
e' il boss di se stesso, ed e' il responsabile del vestiario, sempre in
collaborazione con lo scenografo affinche' la gamma dei colori e le forme
del vestiario siano in armonia con la scenografia, in particolare quando
si tratta di film in costume o di fantascienza o fantasia. C'e' poi la collaborazione
dello scenografo con il direttore di fotografia e questa forse e' la piu'
importante e delicata delle collaborazioni perche' non serve disegnare e
stilizzare attraverso forme e colori se poi il Direttore di Fotografia
decide di usare un certo tipo di Film Stock, di illuminazione o filtri che
alterano quello che si e' fatto e deciso sin dall’ inizio. Il direttore
della fotografia inizia il suo lavoro molto tempo dopo lo scenografo. Oggi i compiti dello
scenografo sono molto piu' ampi. Nel campo degli effetti speciali
(esplosioni, meccanismi meccanizzati,stunt ecc.) i rapporti con gli
specialisti del CGI (Computer Generated Images) molto interessanti, ma
molto conflittuali perche'
questi cercano sempre di sostituire le scenografie, credendo che un giorno
non serviranno piu' né le scenografie né gli attori. Quel giorno, spero
di non esserci! La verita' e' che ci sono casi
in cui i CGI sono veramente utili ad esempio per cancellare dal fotogramma
cose che non si vogliono, come nel caso di film d'epoca in cui appaiono
cose che fisicamente sarebbe o troppo caro o impossibile togliere, come un
palazzo fuori stile o epoca o i fili che tengono sospesi gli attori per
scene in cui essi volano. Nell’ AVVOCATO DEL DIAVOLO la scena in cui la
scultura bianca nell’ appartamento di Al Pacino si anima poco prima del
suicidio di Keannu, non sarebbe stata possibile senza l'aiuto dei CGI ma
lo stesso vale al contrario, come per la scena sul tetto del Grattacelo, lì
non fu necessario nessun CGI. Io credo che oggi la
tecnologia sta prendendo il posto dell’ intuito, addirittura
per alcuni e' il nuovo sacedozio, senza di essa e' sempre piu' difficile
lavorare, quindi questo si riflettera' su tutto specialmente nel cinema. Bruno Rubeo |