museo civiltà ulivo

L'OLIVO E IL SACRO

pagina a cura di: Corinna Angelucci

foto:Michelangelo Spadoni

nuovo allestimento museo civiltà ulivo

foto: Corinna Angelucci

 

 

sez.1il mito

sez.2la pianta

sez.3l'ambiente olivato

sez.4-   la potatura

sez.5 la raccolta

sez.6 il frantoio

sez.7 il magazzino

sez.8 la conservazione

 

sez. A-   l'olivo e il sacro

sez. B-   la gelata

sez. C-   la luce

 

 

L’olio e l’olivo sono due elementi che attraversano tutta la storia del cristianesimo. La stessa etimologia del nome “Cristo” deriva dall’ebraico mashi’na che significa propriamente “l’unto”, in questo caso l’unto del Signore. Sulla tomba di Adamo, seppellito sul monte Tabor, nacque la pianta dell'olivo il cui seme proveniva dal paradiso terrestre. Un ramoscello d'olivo venne portato a Noè dalla colomba per annunciargli la presenza della prima terra riemersa dopo il diluvio universale.

            E’ naturale quindi che questi due elementi siano stati ripresi dalle tradizioni contadine dei popoli che si sono dedicati alla coltivazione di questa pianta, andando a creare un sostrato magico-religioso che ha permeato il tessuto sociale di queste comunità, formalizzandosi in rituali ben precisi che nel tempo si sono adattati alle varie credenze religiose.

Nel mondo contadino il tempo meteorologico costituiva una perenne minaccia che poteva essere prevenuta solo con riti o cerimonie propiziatorie. E’ il caso delle croci fatte con la canna, il viglio, il ramoscello di olivo ed un pezzo della candela della candelora che venivano piantate il giorno di santa Croce a protezione dei campi di grano dagli incendi. Le stesse canne venivano poi messe sui covoni di grano ed infine sul barcone in continuità dei benefici della protezione.

In caso di temporale imminente si usava suonare le campane ad acquaiura (a rintocchi ravvicinati e ripetuti) per allontanare la grandine dai campi. Nello stesso momento, alcuni ramoscelli di olivo e le candele benedette per la Candelora, precedentemente infilzate nella cenere contenuta in un bacile, venivano fatte bruciare in modo che il fumo (gli sfumegamenti) placasse gli eventi atmosferici che avrebbero distrutto il raccolto dei campi.

Il ramoscello di olivo, inoltre, aveva un valore apotropaico, tenerne in casa uno benedetto, appeso dietro alla porta di casa o sopra al letto, significava avere una protezione contro qualsiasi tipo di influsso maligno.

 

testi pannelli museo civiltà ulivo a cura di: Giulio Strappini - Dino Sperandio