stele di Bovara
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Il territorio di Trevi fa parte della
cellula territoriale appenninica che comprende la montagna folignate e quella
trevana delimitata a nord-est dal corso del Menotre, a sud-est dal torrente
Spina e ad ovest dalla valle umbra. Frequentato probabilmente fin dalla
preistoria, presenta forme insediative fin dall'età del bronzo, come
attestano i rinvenimenti della grotta di Pian delle Rotte, ora nel comune di
Campello. Dalla prima età del ferro (IX-VIII secolo a.C.) ancora nelle età
successive, orientalizzante e arcaica (VII-IV secolo d.C.), il territorio
mostra una progressiva occupazione stabile secondo un modello basato su
insediamenti d' altura fortificati, caratteristici della cultura umbra
appenninica. Tali insediamenti erano dislocati a controllo della sottostante
piana e delle vie di accesso del territorio montano e ai pascoli
dell'Appennino, percorsi da pastori transumanti e dai traffici commerciali
tra l'area tirrenica e quella adriatica. Alcuni erano con ogni probabilità
ubicati su M.Castiglione, M.Castello, Castelluccio, Case Brunelli (q.667 e
689) a C. Montelegno (dove era ubicato anche un santuario arcaico) a Monte
Serano frequentato sin dall'età del bronzo. Tale
sequenza cronologica è attestata anche da alcuni materiali esposti, come i
frammenti di vasellame d'impasto bruno, buccheroide e di bucchero databili
nel VII-VI e V secolo a.C., l'ascia rituale di ferro (VI-V secolo a.C.) e i
frammenti di coltello (V secolo a.C.) e di lacia di ferro (VI-V secolo a.C.)
nonché i grandi vasi d'impasto con decorazione di costolature a rilievo
provenienti da sepolture rinvenute a Campello ed ora esposti nel Museo
Archeologico Nazionale di Spoleto. In età preromana l'economia della
comunità trebana doveva essere basata essenzialmente sull'agricoltura e
sulle attività silvo pastorali, mentre il sistema politico sociale era
quello di tipo paganico-vicano diretto da un ceto aristocratico che controlla
i mezzi di produzione e il territorio.
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