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I dati archeologici presenti nel territorio
di Trevi, tra cui iscrizioni ed elementi lapidei reimpiegati, testimoniano la
frequentazione assidua di un territorio ricco e diffusamente abitato in epoca
romana. Le fonti letterarie ci permettono inoltre di ricostruirne le vicende
storiche. L'espansione romana in Umbria iniziò alla fine del IV secolo a.C.
Tale processo si attuò attraverso eventi traumatici (battaglie di Mevania
del 310 a.C. e di Sentino nel 295 a.C.), ma anche con gli accordi di
alleanza con gli Umbri Camerti già nel 310 a.C. e con Ocriculum
nel 308 a.C. Il ciclo si compì con le deduzioni coloniali (come quella
di Narnia nel 299 a.C., e di Spoletium nel 241 a.C.), con la
riorganizzazione del territorio tramite la centuriazione (erano usate per
dividere la terra in parti uguali, in centurie) e soprattutto con la
costruzione della Via Amerina (240 a.C.) e della Via Flaminia (220 a.C.). Il
III secolo a.C. vede una crescente espansione delle città umbre, il
miglioramento della viabilità e lo sviluppo dei centri di mercato ad essa
connessi. Il segno della precoce assimilazione con al cultura romana si
coglie nelle epigrafi: accanto a iscrizioni in lingua umbra a carattere
pubblico e sacro come le Tavole Iguvine, già nella seconda metà troviamo
iscrizioni in latino arcaico come la Lex Luci, che tutela un
bosco sacro dedicato a Giove. La presenza romana in Umbria era ormai così
solida,che le città umbre rimasero fedeli a Roma sia durante le guerre
contro i Galli (225 a.C.), sia nella seconda Guerra Punica (218-202 a.C.). Le
scarse notizie delle fonti letterarie per il II secolo a.C. sono integrate
dai dati archeologici che testimoniano un artigianato fiorente ed un periodo
di prosperità. Nel corso del I secolo a.C. , dopo la Guerra Sociale, si
assiste alla nascita di vari municipi, alla concessione della cittadinanza
romana e all'assegnazione a differenti tribù (Lex Iulia 90
a.C.). Tra il 41 e il 40 a.C. si combatté il Bellum Perusinum, una
guerra per contrastare la politica d'esproprio e le distribuzioni di terre
per i veterani di Ottaviano a scapito dei grandi proprietari terrieri. A
questa fazione, appoggiata da Lucio Antonio (fratello di Marco Antonio), si
oppose Ottaviano, che uscì vincitore dal confronto. Hispellum,
trovatasi dalla parte del trionfatore, vide ampliato il suo territorio con
aggiunte extraterritoriali, come la zona delle Fonti del Clitunno a valle di
Trevi. La completa romanizzazione fu attuata da Augusto, con la
riorganizzazione amministrativa e territoriale che investì tutti i territori
dello stato Romano: l'Umbria entrò a far parte della VI Regio. Il
periodo compreso tra la seconda metà del I secolo a.C. e il I secolo
d.C. fu caratterizzato da una costante prosperità. Nel corso del II
secolo d.C .lo sviluppo del latifondo provoca un nuovo accentramento delle
proprietà. In età adrianea è documenta una nuova fase edilizia nei centri
legati alla via Flaminia. La ricchezza dei dati archeologici sopperisce
alle poche notizie tramandate dalle fonti letterarie tra I e III secolo d.C.:
tra gli eventi si ricorda lo scontro avvenuto a Terni tra Volusiano e
Treboniano Gallo contro Decio 253 d.C. Nel periodo delle invasioni
barbariche, tra V e VI secolo d.C., l'Umbria rimase al centro dell'interesse
bizantino, nonostante distruzioni e depredazioni, grazie alla presenza della
via Flaminia.
GIANO
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